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GALLERIA MORELLI |
Note storiche
Il sottosuolo dei piccoli borghi della Valle d’Itria presenta numerose strutture ipogee anticamente destinate ad accogliere il ricovero di merci e attrezzi per uso domestico. Si tratta di locali posti al di sotto del livello stradale, interamente ricavati dalle rocce, spesso realizzati al fine di ottimizzare la conservazione di prodotti alimentari.
Dalla comparazione delle diverse tipologie (pianta longitudinale, mistilinea e articolata) si può individuare uno schema costruttivo comune: l'accesso agli ambienti per mezzo di una scala, prevalentemente a rampa rettilinea; l’area di utilizzo costituita in parte dal banco roccioso e in parte (la copertura) da una volta a botte o a sesto ribassato.
La Grotta Morelli (nome assegnato in funzione dell’allocazione della struttura sita nella via omonima) nel centro storico di Locorotondo, a pochi passi dall’antico Municipio, rappresenta uno dei più grandi e regolari ambienti ipogei della zona. Essa ha una pianta rettangolare di circa 15x5 mt, è coperta da una ampia volta a sesto ribassato in pietra; la stessa reca i segni di più fasi costruttive succedutesi nel tempo.
La costruzione della grande sala ipogea non è databile con precisione. Generalmente la messa i opera di tali strutture precedeva la realizzazione dei palazzi superiormente allocati: ciò lascia intuire una genesi collocabile intorno al 1880.
La bellezza di questo spazio è determinata dal fascino dell’immensa mole rocciosa che funge da perimetro per un’altezza di circa 4 mt. Incuriosice inoltre la presenza di una stratificazione del banco roccioso che disegna nella grotta un fascio di pietra alto circa 20 cm lungo l’intero sviluppo latitudinale delle pareti calcaree.
Una grande cantina; pare sia questo il principale utilizzo storicamente rintracciabile della struttura in esame. Qui si soleva acquistare e consumare il vino locale venduto da un produttore vitivinicolo. In tempi più recenti la stessa grotta è stata sede della storica Associazione Bandistica di Locorotondo.
L’intervento allestitivo operato dall’Associazione Culturale Entropie segna una valorizzazione delle aree nascoste della città attraverso l’accesso ad ambienti oggi utilizzati come depositi o talvolta abbandonati. La contaminazione artistica operata segna il grande riscatto di strutture antichissime dall’immutato fascino architettonico e dalla eclettica funzionalità d’utilizzo. Un luogo scavato nel tempo e nel cuore dell’ambiente urbano.
La Grotta Morelli (nome assegnato in funzione dell’allocazione della struttura sita nella via omonima) nel centro storico di Locorotondo, a pochi passi dall’antico Municipio, rappresenta uno dei più grandi e regolari ambienti ipogei della zona. Essa ha una pianta rettangolare di circa 15x5 mt, è coperta da una ampia volta a sesto ribassato in pietra; la stessa reca i segni di più fasi costruttive succedutesi nel tempo.
La costruzione della grande sala ipogea non è databile con precisione. Generalmente la messa i opera di tali strutture precedeva la realizzazione dei palazzi superiormente allocati: ciò lascia intuire una genesi collocabile intorno al 1880.
La bellezza di questo spazio è determinata dal fascino dell’immensa mole rocciosa che funge da perimetro per un’altezza di circa 4 mt. Incuriosice inoltre la presenza di una stratificazione del banco roccioso che disegna nella grotta un fascio di pietra alto circa 20 cm lungo l’intero sviluppo latitudinale delle pareti calcaree.
Una grande cantina; pare sia questo il principale utilizzo storicamente rintracciabile della struttura in esame. Qui si soleva acquistare e consumare il vino locale venduto da un produttore vitivinicolo. In tempi più recenti la stessa grotta è stata sede della storica Associazione Bandistica di Locorotondo.
L’intervento allestitivo operato dall’Associazione Culturale Entropie segna una valorizzazione delle aree nascoste della città attraverso l’accesso ad ambienti oggi utilizzati come depositi o talvolta abbandonati. La contaminazione artistica operata segna il grande riscatto di strutture antichissime dall’immutato fascino architettonico e dalla eclettica funzionalità d’utilizzo. Un luogo scavato nel tempo e nel cuore dell’ambiente urbano.